Famiglie e studenti

Il falso mito dei «nativi digitali»: quasi il 50% non sa usare Internet

di Alessia Tripodi

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L’allarme lanciato da Ecdl, l’Ente Ue per le certificazioni informatiche: i 15-29enni sopravvalutano le proprie conoscenze del Web

I «nativi digitali» non sempre possiedono competenze informatiche avanzate. Tanto che quasi la metà dei giovani italiani mostra performance piuttosto scarse, nonostante dichiari di avere «ottime conoscenze» del Web. E’ l’allarme lanciato dalla fondazione Ecdl - l’Ente che sovrintende a tutti i programmi delle Certificazioni informatiche europee, patente Ue del computer in primis - che in documento appena diffuso mette in fila i risultati delle più recenti indagini internazionali per dimostrare quanto ci sia ancora da fare sul fronte dello sviluppo delle competenze digitali dei giovani.

I dati
Secondo Ecdl - ente che in Italia è rappresentato dall’Aica, l’Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico, nata nel 1961 - è tempo di smascherare il «falso mito» secondo il quale i nativi digitali, proprio per essere cresciuti nell’era di Internet, sarebbero capaci di usare il Web con innata dimestichezza. Una recente indagine condotta sugli studenti universitari italiani, per esempio, svela che il 42% dei giovani non è ben consapevole dei rischi di navigare usando una rete wi-fi aperta, il 40% non protegge all’accesso il proprio smartphone e addirittura il 50% non si preoccupa di controllare le autorizzazioni richieste per l’installazione di app. Secondo Ecdl, poi, in generale i giovani tendono a sopravvalutare le proprie capacità: uno studio del 2015 rivela che l’84% degli intervistati aveva dichiarato di possedere ottime o buone conoscenze del Web ma poi il 49%, sottoposto a un test pratico, ha conseguito risultati scarsi. E il maggior «gap» tra le conoscenze percepite e quelle reali, dicono i dati, riguarda il campione dei 15-29enni.


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