Enti e regioni

In Lombardia «Garanzia giovani» è una "dote" per il lavoro

di Claudio Tucci

Dopo due mesi dalle iscrizioni online a «Garanzia giovani» (sono partite il 1° maggio) le regioni dovranno prendere in carico i ragazzi "Neet", a cui offrire poi un lavoro o una nuova opportunità formativa entro quattro mesi. Ancora però Molise e Sicilia non hanno firmato le convenzioni attuative con il ministero del Lavoro; e sono solo sette (ma tra poco diventeranno nove, con l'arrivo di Marche e Campania) le regioni che hanno aperto a una partecipazione attiva e diretta delle agenzie per il lavoro private attraverso l'accreditamento (a oggi sono Toscana, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sardegna e Abruzzo).

I piani regionali, tra luci e ombre
I tempi stringono (sono già oltre 45mila gli under 29 iscritti al programma) e gli 1,5 miliardi di euro in dote per il biennio 2014-2015 sono stati suddivisi tra i territori. I piani regionali vanno un po' in ordine sparso, con il rischio di frenare il piano, perché non ovunque si valorizzano le imprese (e le scuole, soprattutto Its e poli tecnico professionali) e non si spinge forte verso un maggior collegamento pubblico-privato (con premi solo "a risultato"). In Sicilia, per esempio, l'attuazione di «Youth Guarantee» sarà affidata essenzialmente ai soggetti pubblici (ma è nota la scarsa efficienza dei centri per l'impiego). Lazio, Emilia Romagna e Liguria utilizzeranno invece partenariati pubblico–privati.

Cos'è la Dote unica lavoro
La Lombardia punterà su un modello già in piedi da mesi, voluto dall'assessore Valentina Aprea, che sta dando risultati più che positivi: la «Dote unica lavoro» (Dul). Una esperienza che apre "a logiche di mercato" i servizi per il lavoro, stimolando gli operatori a raggiungere risultati. Al14 maggio sono state assegnate 25.208 "doti" (altre 4.639 sono in fase di perfezionamento) e c'è un impegno finanziario di 47,3 milioni di euro. Sono arrivate "a risultato" (cioè hanno consentito l'inserimento lavorativo con un contratto a tempo determinato, indeterminato o di apprendistato) 4.387 doti, pari al 19,7%.
La "presa in carico" del soggetto (oltre ai giovani, possono accedere alla Dul anche over 50 disoccupati e inoccupati) è strutturata per fasce di aiuto: dai casi più difficili, a quelli più facili. E i risultati raggiunti dimostrano che non è vero che i soggetti privati sono avvantaggiati nel collocamento (rispetto al pubblico che intermedierebbe solo i casi più complessi). Anzi. «Nella top ten degli operatori - spiegano dalla regione Lombardia - ci sono anche centri per l'impiego. A testimonianza di come il rimborso della dote solo se c'è un esito occupazionale spinge tutti gli operatori a un servizio più efficiente».


© RIPRODUZIONE RISERVATA