Famiglie e studenti

Il tour nelle scuole di Renzi e la lezione di Blair

di Marzio Bartoloni

Partirà domani da Treviso il «giro delle scuole» d'Italia che «ogni mercoledì» vedrà il premier Matteo Renzi toccare un istituto in un Comune diverso. Perché l'istruzione è da sempre un pallino del premier Renzi che già durante la corsa alla segreteria del Pd aveva annunciato che gli investimenti nella scuola erano una delle sue priorità. Dopo la prima tappa nel capoluogo della Marca il tour nelle scuole dovrebbe toccare un istituto al Sud.

Un piano per l'edilizia scolastica «da qualche miliardo»
Ieri il sindaco di Treviso Giovanni Manildo ha ricevuto numerose telefonate di diversi istituti che si sono candidati per ospitare la visita di Renzi. Oggi è sciolta la riserva: Alle 9 il premier sarà alla Scuola Media Statale "L.Coletti" (sede di S.Liberale, in Via Abruzzo 1), alle 10 alla Chiesa Museo di Santa Caterina, alle 11,30 al Comune di Treviso (Palazzo Rinaldi), alle 13,30 alla H-Farm Ventures di Roncade (TV).Ma già ieri si è registrato un grande fermento nelle scuole del Veneto che aspettano a porte spalancate l'arrivo del premier e il suo piano straordinario per l'edilizia scolastica. Sindaci e presidenti di Provincia hanno pronti lunghi elenchi e dossier sulle cose necessarie. Nessuno pensa ai tocchi di bacchetta magica, perché per sistemare tutte le scuole anche di una singola Regione servirebbe una finanziaria. Renzi ieri durante il suo intervento al Senato non ha fornito cifre esatte, ma ha comunque parlato di un «programma straordinario» per l'edilizia scolastica che dovrebbe valere «qualche miliardo di euro e non qualche decina di milioni» (nell'ultima legge di stabilità sono stati stanziati 150 milioni). In più il neo premier ha anticipato che le opere dovranno essere realizzate subito: «Tra il 15 giugno e il 15 settembre», periodo in cui le scuole sono chiuse.

La priorità istruzione ispirata dal "maestro" Blair
«Chiedetemi quali sono le mie tre priorità in un programma di governo e io vi risponderò: istruzione, istruzione, istruzione». Non è Matteo Renzi ma Tony Blair, al congresso del partito laburista nel 1996 a Blackpool, quando lanciava la sua candidatura a guidare il governo. Ci riuscì, e a Downing Street rimase per 10 anni. Ora la lezione del "maestro" Blair a cui Renzi dice di ispirarsi si conferma una fonte inesauribile per il neo presidente del Consiglio e ieri è arrivata fin dentro l'aula del Senato, dove Renzi ha chiesto la fiducia mettendo anche la scuola al centro del suo programma. Blair prometteva riforma impegnandosi a spendere di più nell'istruzione. Renzi vuole entrare nelle aule ogni mercoledì, perché «l'educazione che si dà nelle scuole è motore dello sviluppo» e perché «sì, di fronte alla crisi economica non puoi non partire dalle scuole».


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